02 Set Dente del giudizio: quando va tolto e quando può rimanere?
Il dente del giudizio è l’ultimo molare a comparire e, proprio per la sua posizione in fondo alla bocca, può creare problemi e fastidi. Non sempre, però, la sua presenza richiede l’estrazione. Ci sono persone che mantengono i denti del giudizio per tutta la vita senza sviluppare disturbi, mentre in altri casi questi denti possono provocare dolore, infiammazioni, carie o infezioni.
Visto che la rimozione dei denti del giudizio non è sempre necessaria, allora come capire quando togliere il dente del giudizio, e quando invece può essere mantenuto?
Premettiamo che la risposta per ciascun caso specifico può darla il dentista con una visita odontoiatrica. Ci sono comunque alcuni elementi chiave che concorrono alla decisione, come la posizione del dente, lo spazio disponibile, le condizioni della gengiva e il rapporto con i denti vicini. Li vediamo tutti in questo approfondimento per aiutarti a capire meglio la tua situazione.

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Cos’è il dente del giudizio e quando spunta?
Il dente del giudizio, chiamato anche terzo molare o ottavo dente, è l’ultimo elemento della dentatura permanente. Il periodo di comparsa è tra la fine dell’adolescenza e i primi anni dell’età adulta. Alcune persone ne sviluppano quattro, altre meno, mentre in alcuni casi uno o più denti del giudizio non si formano affatto.
I problemi al dente del giudizio nascono soprattutto quando nell’arcata non c’è spazio sufficiente per permettere al dente di erompere (cioè uscire dalla gengiva) nella posizione corretta. Il molare può allora rimanere parzialmente coperto dalla gengiva, crescere inclinato, oppure restare completamente all’interno dell’osso.
La posizione che assume il dente del giudizio, una volta spuntato, ha la sua importanza perché determina la possibilità di pulirlo correttamente e di mantenerlo sano nel tempo.
Quali sono i sintomi del dente del giudizio?
I sintomi più comuni di un dente del giudizio che sta spuntando o che è infiammato si manifestano soprattutto con dolore localizzato. Il dolore al dente del giudizio può comparire nella zona posteriore della mandibola o irradiarsi verso altre aree. Possono comparire anche gonfiore della gengiva, difficoltà nella masticazione e una sensazione di pressione nella parte posteriore della bocca.
Quando il dente è parzialmente erotto, può formarsi uno spazio tra il molare e la gengiva nel quale si accumulano residui alimentari e batteri. Questo può provocare un’infiammazione chiamata pericoronite, cioè l’infiammazione dei tessuti che circondano la corona del dente. Nei casi più importanti possono comparire infezione, gonfiore e difficoltà ad aprire la bocca.
Anche carie e problemi gengivali possono interessare il dente del giudizio e, in alcuni casi, il molare che si trova davanti. La posizione difficile da raggiungere con lo spazzolino infatti rende più complicata l’igiene quotidiana.
Quando bisogna togliere il dente del giudizio?
L’estrazione del dente del giudizio è indicata quando la sua presenza sta causando, o rischia di causare, problemi alla salute della bocca.
Tra le situazioni che portano il dentista a optare per l’estrazione ci sono infezioni ricorrenti, dolore, carie non trattabili, malattia gengivale, danni al dente vicino e una posizione che impedisce una corretta eruzione o rende impossibile mantenere una buona igiene.
Un dente del giudizio storto, per esempio, può esercitare una pressione sul secondo molare oppure creare una zona difficile da pulire. Lo stesso può accadere con un dente posizionato orizzontalmente o inclinato verso il dente vicino.
Anche certe patologie associate al dente, come cisti, possono richiedere un trattamento chirurgico. La decisione, quindi, non viene presa in base all’età o alla presenza del dente. È necessaria una valutazione del quadro complessivo.
Quando il dente del giudizio può rimanere?
Il dente del giudizio non deve essere necessariamente estratto.
Se è completamente erotto, correttamente posizionato, sano, funzionale e facilmente raggiungibile durante le normali operazioni di igiene orale, può essere mantenuto. In questi casi è sufficiente controllarlo durante le visite odontoiatriche periodiche, verificando che continui a non provocare problemi.
Anche un dente del giudizio incluso può, in determinate circostanze, essere monitorato anziché rimosso. La decisione dipende dall’assenza di patologie, dalla posizione del dente e dal possibile rischio di sviluppare problemi in futuro. Le indicazioni dell’American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons sottolineano appunto l’importanza di valutare caso per caso il rapporto tra rischi dell’estrazione e rischi legati alla permanenza del dente.
Dente del giudizio incluso: cosa significa?
Abbiamo parlato di dente del giudizio incluso ed è necessario spiegare il significato: è il caso di quando il molare non riesce a erompere normalmente e rimane completamente o parzialmente all’interno dell’osso o della gengiva.
Un dente può essere completamente incluso oppure semi incluso, quando una parte della corona è visibile mentre il resto rimane coperto dai tessuti. La posizione può essere verticale, inclinata, orizzontale o assumere altre angolazioni.
L’inclusione non significa automaticamente che il dente debba essere tolto. Un dente incluso che non presenta patologie può essere tenuto al suo posto e monitorato. Se invece provoca infezioni, carie, danni ai denti vicini o altri problemi, l’estrazione può diventare la soluzione più indicata.
Come capire se il dente del giudizio deve essere estratto?
Per stabilire se è necessario togliere il dente del giudizio, il dentista valuta la posizione del molare e i suoi rapporti con le strutture circostanti.
Nella visita odontoiatrica vengono analizzati sintomi, condizioni della gengiva, posizione del dente e stato dei molari vicini.
Può essere necessaria anche una radiografia panoramica, che consente di visualizzare entrambe le arcate e avere un quadro generale della posizione dei denti del giudizio. In situazioni più complesse si fa l’esame tridimensionale chiamato TAC Cone Beam, utile per studiare con precisione il rapporto tra le radici e strutture anatomiche importanti, come il nervo alveolare inferiore nella mandibola.

Come avviene l’estrazione del dente del giudizio?
La procedura dell’estrazione del dente del giudizio varia in base alla posizione del dente.
- Quando il dente è completamente erotto e facilmente accessibile, si procede come in una normale estrazione del dente.
- Se invece il dente è incluso o semi incluso, può essere necessario un intervento di chirurgia orale.
In quest’ultimo caso il professionista accede al dente attraverso la gengiva e, quando necessario, divide il molare in più parti per facilitare la rimozione. Infine vengono applicati alcuni punti di sutura. La durata dell’intervento dipende dalla difficoltà del caso e dalla posizione del dente.
Togliere il dente del giudizio fa male?
La preoccupazione più frequente riguarda il dolore durante l’estrazione. La procedura viene eseguita con anestesia locale, che serve a rendere insensibile la zona interessata. Durante l’intervento dunque il paziente non percepisce dolore, anche se può avvertire pressione o la sensazione che il dentista stia lavorando nell’area.
Quando il paziente è molto ansioso o l’intervento è più complesso, il dentista valuta tecniche di sedazione per favorire un maggiore rilassamento.
Nel periodo successivo possono comparire dolore, gonfiore e rigidità della mandibola, ma tendono a migliorare nei giorni successivi, e comunque vengono trattati con gli eventuali medicinali prescritti dall’odontoiatra.
Cosa succede dopo l’estrazione?
Dopo l’estrazione del dente del giudizio è normale avere un certo grado di gonfiore e fastidio. L’intensità dipende dalla difficoltà dell’intervento e dalle caratteristiche individuali.
Per i primi giorni viene generalmente consigliata un’alimentazione morbida, evitando cibi duri o che possano depositarsi nella ferita. Anche l’igiene orale deve essere eseguita con attenzione, seguendo le indicazioni ricevute dal dentista.
Il gonfiore, dopo un aumento nelle prime fasi, in genere si riduce. Se invece dolore e gonfiore diventano molto intensi, peggiorano anziché migliorare, oppure compaiono febbre, malessere o sanguinamento persistente, è importante contattare il professionista che ha eseguito l’intervento.
Dente del giudizio: le domande più frequenti
Quando bisogna togliere il dente del giudizio?
Quando provoca dolore, infezioni, carie non trattabili, problemi gengivali, danni ai denti vicini o altre condizioni che rendono indicata l’estrazione. Il dentista decide dopo una valutazione clinica e radiografica.
Il dente del giudizio va sempre tolto?
No. Un dente sano, correttamente posizionato e facilmente pulibile può essere mantenuto e controllato nel tempo. Anche alcuni denti inclusi possono essere monitorati quando non presentano indicazioni all’estrazione.
Cosa succede se non tolgo il dente del giudizio?
Se il dente non presenta problemi, può rimanere in sede, sotto controllo. Se invece è coinvolto in infezioni, carie, malattia gengivale o danni ai denti vicini, si sconsiglia di rimandare il trattamento perché i problemi peggiorerebbero.
Come capire se il dente del giudizio sta crescendo storto?
Dolore, pressione o infiammazione possono essere dei segnali. Ma non sono sufficienti per stabilire la posizione del dente. Solo una visita con esami radiografici necessari permette di capire se il molare è inclinato, orizzontale, semi incluso o completamente incluso.
A che età si tolgono i denti del giudizio?
Non esiste un’età indicata. I denti del giudizio iniziano a comparire tra la tarda adolescenza e i primi anni dell’età adulta, ma l’eventuale estrazione viene valutata in base ai sintomi, alla posizione del dente e alle condizioni della bocca.

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Il dente del giudizio va valutato caso per caso
Come abbiamo visto, avere un dente del giudizio non significa necessariamente doverlo togliere. La scelta dipende dalla sua posizione, dalla possibilità di mantenerlo pulito, dalla presenza di sintomi e dall’eventuale rischio di complicazioni.
Quando compare dolore, la gengiva si gonfia oppure si sospetta un dente del giudizio incluso, la visita del dentista permette di capire quale sia la situazione e quali opzioni siano disponibili. Anche in assenza di sintomi, i controlli possono essere utili per monitorare nel tempo i denti che non sono ancora completamente erotti.
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