04 Nov Mal di denti: cause, rimedi, quando andare dal dentista
Il mal di denti (in termini medici odontalgia) a volte compare all’improvviso, magari mentre si mangia. Altre volte inizia con un leggero fastidio che diventa man mano sempre più intenso. In alcuni casi il dolore è pulsante. In altri casi si avvertono fitte improvvise, sensibilità al caldo e al freddo, difficoltà a masticare.
Diverse cause possono aver provocato il dolore: una carie, un’infiammazione della polpa dentale, un’infezione o un problema alle gengive.
In attesa della visita dal dentista, si può alleviare il fastidio evitando di masticare sul lato dolorante, applicando un impacco freddo esterno se c’è gonfiore, prendendo un antidolorifico adatto. Ma sono soluzioni temporanee: per eliminare il problema occorre individuare la causa.
Proprio per questo, dedichiamo al mal di denti un approfondimento per trovarci pronti nel caso che il dolore dentale (o nevralgia dentale) arrivi a “rovinare” le nostre giornate.

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Quali sono le cause del mal di denti?
Il dolore dentale ha origine nei problemi che riguardano lo smalto, la parte interna del dente, le radici, le gengive. Vediamo le cause più comuni.
Carie e infiammazione del nervo dentale (pulpite)
La carie dentale è una delle principali cause del mal di denti. Nelle fasi iniziali può essere asintomatica, mentre quando raggiunge la dentina provoca sensibilità al caldo, al freddo e agli alimenti dolci.
Se la carie progredisce fino alla polpa, il tessuto interno che contiene nervi e vasi sanguigni, può svilupparsi una pulpite. Il dolore diventa pulsante e particolarmente intenso durante la notte.
Come sfiammare il nervo del dente? Dipende dalla gravità dell’infiammazione. Se la polpa è compromessa in modo irreversibile può essere necessaria una devitalizzazione, per rimuovere il tessuto danneggiato e conservare il dente per quanto possibile.
Ascesso dentale e infezioni
L’ascesso dentale è un accumulo di pus causato da un’infezione batterica. Si sviluppa vicino alla radice o nei tessuti gengivali.
I sintomi: dolore intenso, gonfiore della gengiva o della guancia, sensibilità alla pressione, febbre. Di solito compare un cattivo sapore in bocca, dovuto alla fuoriuscita di pus.
È un’infezione che ha bisogno di una visita odontoiatrica subito, anche quando il dolore sembra diminuire.
Gengive infiammate e parodontite
Le gengive infiammate producono dolore, arrossamento, gonfiore, sanguinamento. Questo si sente in particolare quando ci si lava i denti con lo spazzolino.
L’infiammazione delle gengive rischia di condurre alla parodontite (anche detta piorrea). Questa malattia, nei casi estremi, porta alla perdita dei denti. Attenzione, perché può progredire anche senza provocare dolore evidente.
Denti del giudizio
Il dolore ai denti del giudizio compare spesso quando non hanno spazio sufficiente per erompere.
Una causa frequente è la pericoronite, che avviene quando la gengiva che ricopre parzialmente il dente si infiamma. Per approfondire, consigliamo di leggere il nostro approfondimento sul dente del giudizio.
Sensibilità dentale, bruxismo e altre cause
Anche i colletti dentali scoperti possono provocare fitte quando si consumano bevande fredde o cibi caldi.
Inoltre il bruxismo, ossia l’abitudine involontaria di serrare o digrignare i denti, provoca indolenzimento della mandibola e dolore soprattutto al risveglio.
Tra le altre cause: denti scheggiati, fratture e sinusite mascellare.
Mal di denti: i sintomi e i diversi tipi di dolore
Il dente può far male in diversi modi, e le caratteristiche del dolore forniscono indicazioni utili al dentista.
Mal di denti pulsante, continuo o intermittente
Un mal di denti pulsante, simile a un battito, di solito deriva da un’infiammazione della polpa o un’infezione. Il dolore continuo, che persiste anche senza mangiare, è sintomo di un problema più profondo rispetto a una semplice sensibilità.
Le fitte intermittenti possono invece essere provocate da stimoli termici, carie o piccole fratture.
Mal di denti di notte: perché peggiora e come riuscire a dormire
Il dolore ai denti diventa più fastidioso quando ci si sdraia. Perché? Perché la posizione orizzontale aumenta l’afflusso di sangue alla testa, quindi c’è maggiore pressione sanguigna nei vasi del viso, delle gengive e del dente già infiammato. Inoltre, durante la notte ci sono meno distrazioni: al mal di denti “ci pensiamo di più”.
Per riposare meglio consigliamo di mantenere la testa leggermente sollevata e non coricarsi sul lato dolorante. Se il dolore impedisce di dormire, bisogna contattare il dentista al più presto.
Dolore quando si mastica o con il caldo e il freddo
Il male ai denti durante la masticazione può dipendere da problemi come un’infiammazione intorno alla radice o una frattura.
La sensibilità breve al freddo indica spesso una ipersensibilità dentinale. Se il dolore continua a lungo dopo aver bevuto un liquido caldo o freddo, probabilmente c’è un’infiammazione della polpa.
Rimedi per il mal di denti: come alleviare il dolore velocemente
Quando compare un dolore dentale intenso, la prima esigenza è trovare sollievo. Alcuni accorgimenti possono aiutare nell’attesa della visita, ma nessun rimedio casalingo può curare una carie profonda o eliminare un’infezione.
Cosa fare subito per calmare il mal di denti
Per attenuare temporaneamente il fastidio:
- Applica del freddo sulla guancia, utilizzando un impacco avvolto in un panno per circa 10-15 minuti, soprattutto in presenza di gonfiore. Evita il contatto diretto del ghiaccio con la pelle.
- Mangia cibi morbidi e tiepidi. Evita alimenti molto caldi, freddi, dolci, difficili da masticare.
- Fai attenzione all’igiene orale. Usa uno spazzolino morbido e pulisci con delicatezza la zona che fa male.
- Evita di masticare sul lato interessato, per non aumentare la pressione sul dente.
Se il dolore continua, è necessario rivolgersi al dentista per individuare l’origine.
Mal di denti fortissimo o insopportabile: cosa fare se non passa?
Nel caso di mal di denti continuo, che impedisce di dormire e mangiare, insomma quello che chiamiamo “mal di denti atroce”, è necessaria urgentemente una visita odontoiatrica.
Se un antidolorifico assunto correttamente non produce beneficio, è sconsigliato aumentare autonomamente le dosi o associare più antinfiammatori. Con un’assunzione eccessiva c’è il pericolo di effetti indesiderati gravi.
Solo il dentista può intervenire direttamente sulla causa del dolore, per esempio trattando una pulpite o drenando un ascesso se questo è il caso.
Rimedi naturali per il mal di denti: funzionano?
Il tipico “rimedio della nonna” è il risciacquo con acqua e sale. È il più conosciuto. Consiste nello sciogliere un cucchiaino di sale nell’acqua tiepida, fare i gargarismi per trenta secondi e sputare la soluzione senza ingerirla. A volte dà un sollievo temporaneo, ma non cura le infezioni.
Altro lenitivo molto usato: i chiodi di garofano, per il loro contenuto di eugenolo, sostanza con proprietà anestetiche locali. Applicare direttamente olio essenziale concentrato sulle gengive, però, può irritare o danneggiare le mucose.
Sono da evitare anche aglio, alcol, aceto o aspirina applicati sul dente.
Cosa prendere per il mal di denti? Antidolorifici, antinfiammatori, antibiotici
I farmaci riducono temporaneamente il dolore, ma ricordiamo che la scelta del medicinale e del dosaggio deve essere fatta dal medico o dal farmacista.
Qual è il miglior antidolorifico per il mal di denti forte?
Per il dolore acuto i farmaci sono principalmente il paracetamolo e i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene.
Gli antinfiammatori sono efficaci quando il dolore deriva da un’infiammazione.
Il paracetamolo abbassa la febbre e il dolore, ma non possiede la stessa azione antinfiammatoria dei FANS.
Tachipirina, Oki o Brufen per il mal di denti: quali sono le differenze?
Ecco tre nomi di farmaci che possono fare qualcosa come rimedio per il mal di denti. Contengono principi attivi differenti, li vediamo in breve.
Tachipirina contiene paracetamolo, utilizzato per ridurre dolore e febbre.
Oki contiene ketoprofene sale di lisina, un antinfiammatorio impiegato anche per il dolore acuto.
Brufen contiene ibuprofene, appartenente alla famiglia dei FANS. Attenzione: non bisogna combinare Oki e Brufen senza una specifica indicazione medica.
Quando serve l’antibiotico per il mal di denti?
L’antibiotico non è un antidolorifico e non va preso per una carie o una pulpite. Vale anche in questo caso la regola di evitare di assumere antibiotici quando non servono. Il rischio è di favorire la resistenza agli antibiotici e rendere inefficaci le successive cure.
Gli antibiotici vanno presi soltanto se prescritti dal dentista, e questo può avvenire nel caso di un’infezione batterica (come un ascesso).
Quando andare dal dentista per il mal di denti?

Facciamo subito chiarezza: quando il mal di denti è intenso, persistente o ricorrente, bisogna andare dal dentista.
Quanto tempo può durare il mal di denti?
Se il dolore persiste oltre uno o due giorni, peggiora o si ripresenta, è molto consigliata una visita odontoiatrica. In caso di dolore forte o gonfiore non bisogna aspettare.
La scomparsa improvvisa del dolore non garantisce la guarigione: talvolta si verifica anche quando la polpa dentale perde vitalità.
Come capire se c’è un’infezione ai denti?
I segnali che indicano tipicamente un’infezione sono il gonfiore della gengiva o della guancia, il dolore alla pressione, la fuoriuscita di pus, il cattivo sapore in bocca e la febbre.
Quando il mal di denti è un’urgenza?
Nel caso di dolore insopportabile, gonfiore, febbre o difficoltà a mangiare e dormire, bisogna rapidamente contattare il dentista.
Se il gonfiore si estende al collo o alla zona degli occhi, provocando difficoltà a respirare, deglutire o parlare: chiamare il pronto soccorso.
Come si cura il mal di denti dal dentista?
Il trattamento dipende dalla diagnosi. Una carie può richiedere un’otturazione; una pulpite irreversibile, una terapia canalare; un ascesso, il drenaggio e il trattamento della causa.
In presenza di un dente gravemente compromesso può essere necessaria l’estrazione. Il dentista valuterà le possibilità di conservare il dente naturale.

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Mal di denti in gravidanza e nei bambini: cosa fare?
Durante la gravidanza, il dolore dentale non deve essere trascurato. Le cure odontoiatriche necessarie si fanno con appropriate precauzioni. Per i farmaci occorre consultare il medico: il paracetamolo è l’analgesico più consigliato, mentre gli antinfiammatori richiedono più cautele.
Nei bambini, il dolore può dipendere da carie, traumi o problemi legati all’eruzione dei denti. È importante evitare rimedi aggressivi e medicinali per adulti. Il dentista pediatrico può individuare la causa e consigliare il trattamento adatto all’età.
Come prevenire il mal di denti
La prevenzione è la miglior cura. Mantenere una corretta igiene orale riduce il rischio di carie e infiammazioni. Bisogna lavare i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e pulire gli spazi interdentali con il filo o lo scovolino.
La prevenzione si fa anche con le visite odontoiatriche periodiche, grazie alle quali si possono individuare problemi prima che si arrivi al dolore.
Domande frequenti sul mal di denti
Il mal di denti può passare da solo?
Può attenuarsi spontaneamente, ma questo non significa che la causa sia scomparsa. L’intervento del dentista è sempre necessario, in particolare per carie profonde, infezioni e danni alla polpa.
Si può avere mal di denti senza carie?
Sì. Il dolore può dipendere da sensibilità dentale, bruxismo, gengive infiammate, fratture, sinusite.
Perché il mal di denti provoca anche mal di testa o dolore all’orecchio?
Le strutture del viso condividono alcune vie nervose. Per questo un problema dentale può provocare dolore irradiato verso tempie, mandibola o orecchio.
Il mal di denti può essere causato dallo stress?
Lo stress può favorire il serramento e il digrignamento dei denti, provocando tensione muscolare e indolenzimento. Non bisogna però attribuire automaticamente allo stress un dolore dentale persistente.
Cosa non mangiare quando si ha mal di denti?
È preferibile evitare alimenti molto duri, zuccherati, caldi o freddi se aumentano il dolore. Meglio scegliere cibi morbidi e consumarli a temperatura moderata.

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