05 Ott Devitalizzazione dente: cos’è, come si fa, dolore, durata e costi
La devitalizzazione di un dente (anche definita trattamento endodontico o terapia canalare) è la procedura che il dentista esegue quando la polpa dentale è infiammata, infetta o danneggiata in maniera tale da non poter guarire. L’obiettivo è conservare il dente naturale evitando di doverlo estrarre.
Ma quando è necessaria una devitalizzazione? Fa male? Quanto tempo richiede? E cosa bisogna aspettarsi dopo il trattamento? Con questo approfondimento rispondiamo alle domande più ricorrenti.

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Che cos’è la devitalizzazione di un dente?
Quando la polpa dentale che si trova all’interno del dente, composta da nervi, vasi sanguigni e cellule, viene danneggiata in modo irreversibile, oppure va incontro a necrosi, allora è necessario intervenire con la devitalizzazione.
Nella pratica, l’intervento consiste nel rimuovere il tessuto compromesso, disinfettare i canali radicolari e sigillarli con materiale apposito.
La devitalizzazione è quindi diversa da una normale otturazione. L’otturazione interessa soprattutto i tessuti duri del dente danneggiati, per esempio, da una carie; il trattamento canalare invece è la procedura necessaria quando il problema raggiunge la polpa.
Quando è necessario devitalizzare un dente?
Una delle cause più frequenti è una carie profonda che, progredendo attraverso smalto e dentina, arriva fino alla polpa. Prima si interviene meglio è, perché così una lesione iniziale può essere trattata in maniera più conservativa rispetto a una carie che ha ormai raggiunto la parte interna del dente.
Oppure può esserci una pulpite, cioè un’infiammazione della polpa, che fa avvertire al paziente un dolore intenso, spontaneo o persistente, che in alcuni casi aumenta con il caldo, il freddo o durante la notte.
La polpa può anche andare incontro a necrosi. Un dente necrotico non sempre provoca immediatamente dolore, ma i batteri presenti nei canali possono raggiungere i tessuti attorno alla radice e causare un’infezione.
La devitalizzazione può rendersi necessaria anche dopo un trauma o una frattura che abbiano coinvolto la polpa.
C’è comunque da dire che per stabilire se un dente deve essere devitalizzato non basta la presenza di dolore, sensibilità dentale o gonfiore: per arrivare alla diagnosi serve una visita odontoiatrica e, se necessario, esami radiografici.
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Come avviene la devitalizzazione di un dente?
Prima di iniziare il trattamento di devitalizzazione del dente il dentista valuta il dente e le strutture circostanti, generalmente anche attraverso una radiografia. La zona viene quindi anestetizzata. Una volta isolato il dente, si crea un accesso alla camera pulpare per raggiungere i canali presenti nelle radici.
Il tessuto pulpare infiammato, infetto o necrotico viene rimosso. I canali vengono poi sagomati, puliti e disinfettati, per eliminare residui organici e ridurre la presenza batterica.
Terminata questa fase, i canali vengono riempiti e sigillati con materiali biocompatibili. Il dente deve infine essere ricostruito per recuperare forma, funzione e resistenza.
La devitalizzazione del dente fa male?
La paura del dolore è, comprensibilmente, una delle domande più frequenti prima di affrontare il trattamento.
La devitalizzazione viene eseguita in anestesia locale. Durante la procedura il paziente può avvertire le normali sensazioni legate al trattamento odontoiatrico, ma l’obiettivo dell’anestesia è appunto evitare il dolore durante l’intervento.
È normale avere dolore dopo la devitalizzazione?
Nei giorni successivi all’intervento il dente può essere indolenzito o sensibile alla pressione e alla masticazione. I tessuti intorno alla radice possono infatti essere ancora infiammati anche dopo aver trattato correttamente i canali. Con il passare dei giorni il fastidio si riduce progressivamente.
Se invece dopo la devitalizzazione il dente continua a fare molto male, il dolore aumenta, compare un gonfiore oppure i sintomi persistono, è opportuno contattare il dentista per verificare la situazione.
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Quanto dura la devitalizzazione di un dente?
In generale, le devitalizzazioni dei denti richiedono una durata dell’intervento tra i 45 e i 90 minuti. La tempistica può variare a seconda della situazione: un elemento con uno o pochi canali di solito richiede meno tempo rispetto a un molare con tre o quattro canali. C’è poi eventualmente da considerare anatomie particolari o un’infezione più complessa.
Quante sedute servono? La maggior parte delle devitalizzazioni denti vengono completate in una seduta (massimo due).
Quanto dura un dente devitalizzato?
Un dente devitalizzato, se correttamente trattato, dura tutta la vita. Ricordiamo che è sempre importante l’igiene orale quotidiana e i controlli periodici dal dentista per far sì che rimanga sano a lungo.
Un dente devitalizzato, infatti, può ancora sviluppare una carie. La rimozione della polpa non rende il dente immune dalle patologie che interessano smalto, dentina, gengive e tessuti di sostegno.
Ricostruzione del dente dopo la devitalizzazione

Terminata la terapia canalare, bisogna ripristinare la parte del dente danneggiata dalla carie, dalla frattura o dalle procedure necessarie per accedere ai canali. La ricostruzione dopo la devitalizzazione è quindi una parte importante del trattamento. In base alla quantità e alla qualità del tessuto dentale rimasto possono essere indicate soluzioni differenti.
Dopo la devitalizzazione serve sempre una capsula?
No. La necessità di realizzare una corona, comunemente chiamata capsula, si valuta in base alla situazione. Un dente che ha perso molta struttura può avere bisogno di una protezione maggiore per ridurre il rischio di frattura. In altre situazioni può essere sufficiente una ricostruzione differente.
Molto dipende anche dal tipo di dente: molari e premolari, per esempio, devono sopportare carichi masticatori differenti rispetto ai denti anteriori.
Anche dopo una corretta terapia canalare, infatti, un elemento dentale fortemente compromesso può andare incontro a frattura. La scelta della ricostruzione più adatta serve anche a limitare questo rischio.
Cosa mangiare dopo la devitalizzazione?
Dopo il trattamento è necessario attendere che l’effetto dell’anestesia sia terminato prima di masticare normalmente, per evitare di mordere involontariamente guancia, lingua o labbro.
Se è presente un’otturazione provvisoria oppure la ricostruzione definitiva non è ancora stata completata, è meglio evitare di sottoporre il dente a carichi eccessivi, soprattutto con alimenti particolarmente duri. I cibi morbidi sono quelli più indicati.
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Serve l’antibiotico dopo la devitalizzazione?
L’antibiotico non viene prescritto automaticamente prima o dopo ogni devitalizzazione. Nella maggior parte dei problemi che interessano la polpa e i tessuti vicini alla radice, la priorità è intervenire sulla causa attraverso il trattamento odontoiatrico.
Può essere necessario usare un antibiotico in base alla situazione clinica, per esempio quando l’infezione presenta determinate caratteristiche o sono presenti segni di coinvolgimento sistemico. È sconsigliato iniziare autonomamente una terapia antibiotica per un dolore dentale; l’invito è sempre prima chiedere al dentista.
Quanto costa la devitalizzazione di un dente?
Il costo della devitalizzazione di un dente può cambiare molto da un caso all’altro. A incidere sul prezzo sono soprattutto il tipo di dente e il numero di canali da trattare. Un incisivo presenta normalmente una situazione differente e più gestibile rispetto a un molare che può avere tre, quattro o più canali da individuare, pulire e sigillare, e dunque risultare più “dispendioso”.
Anche la complessità anatomica, un precedente trattamento canalare da rifare e le condizioni iniziali del dente possono influenzare i costi.
Va inoltre considerata separatamente la parte ricostruttiva. Devitalizzazione e ricostruzione del dente fanno parte dello stesso percorso terapeutico, ma il tipo di restauro necessario varia in funzione della quantità di tessuto dentale rimasto. In alcuni casi può essere indicata una ricostruzione diretta, in altri una soluzione protesica.
Le cifre che ci si può aspettare sono comprese tra i 150 a 600 euro, mentre il costo cresce tra gli 800 e i 1.500 euro nel caso sia necessaria l’applicazione della corona. Per conoscere il costo preciso è quindi necessaria la valutazione del singolo dente.
Devitalizzazione di molari, incisivi e denti del giudizio
Abbiamo detto che ci sono differenze rispetto a un caso all’altro: vediamo allora quali sono. Il principio della terapia canalare rimane lo stesso, ma anatomia e posizione possono rendere il trattamento più o meno complesso.
Gli incisivi hanno generalmente un’anatomia canalare più semplice rispetto ai molari. Questi ultimi possono presentare più radici e diversi canali, talvolta con forme e percorsi difficili da individuare.
Anche un dente del giudizio può essere devitalizzato, ma prima di procedere bisogna valutare se conservarlo sia effettivamente utile. A seconda della posizione, della possibilità di restaurarlo correttamente e del rapporto con gli altri denti, è possibile che risulti più appropriata l’estrazione.
Devitalizzazione dei denti da latte
Anche la polpa di un dente da latte può avere una carie profonda o un trauma. Esistono terapie della polpa che permettono di conservare il dente deciduo.
Ci si potrebbe chiedere: perché è da conservare visto che poi cadrà? È importante comunque, perché ogni dente partecipa alla masticazione e allo sviluppo della dentatura, e mantiene lo spazio necessario alla successiva eruzione dei denti permanenti. Per saperne di più, leggi l’approfondimento sulla cura dei denti dei bambini.

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Si può fare una devitalizzazione in gravidanza?
Se durante la gravidanza si presenta una patologia dentale che richiede la devitalizzazione, è importante comunicare al dentista lo stato di gravidanza, perché anche intervenire sui denti in gravidanza può aver bisogno accortezze particolari.
Comunque la devitalizzazione può essere eseguita anche durante la gravidanza. Al contrario, posticipare per molti mesi la cura di un’infezione o di una patologia dentale può causare un peggioramento.
Quali sono i rischi e le possibili conseguenze della devitalizzazione?
La terapia canalare ha l’obiettivo di conservare un dente che, senza trattamento, potrebbe essere destinato all’estrazione. Come qualsiasi terapia odontoiatrica, può però presentare delle complicazioni.
In alcuni casi l’infezione può persistere o ripresentarsi e rendere necessario un nuovo trattamento canalare. Canali particolarmente complessi possono essere difficili da individuare e trattare, mentre una perdita importante di tessuto dentale può aumentare nel tempo il rischio di frattura. Il risultato della devitalizzazione va quindi considerato insieme alla corretta ricostruzione del dente.
Si può evitare la devitalizzazione di un dente?
Il modo migliore per evitare la devitalizzazione è intervenire in tempo, prima che carie, fratture o altre patologie arrivino a compromettere irreversibilmente la polpa.
Grazie alle visite periodiche, si possono individuare problematiche quando sono ancora poco estese. Una carie trattata nelle sue fasi iniziali richiede generalmente un intervento molto più conservativo.
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Domande frequenti sulla devitalizzazione del dente
Un dente devitalizzato può fare male dopo anni?
Può accadere. Un dolore comparso a distanza di tempo può avere diverse cause, tra cui una nuova infezione, un problema dei tessuti intorno alla radice, una carie o una frattura. È necessaria una visita per individuare l’origine.
Perché il dente pulsa dopo la devitalizzazione?
Nei primi giorni può esserci una temporanea sensibilità dei tessuti che circondano la radice. Se la sensazione è intensa, aumenta oppure continua nel tempo è opportuno far controllare il dente.
Si può devitalizzare un dente senza anestesia?
In genere la terapia canalare (devitalizzazione) si esegue con anestesia locale per permettere al paziente di affrontare il trattamento in modo confortevole. Eventuali situazioni particolari vengono valutate dal dentista.
Cosa succede se un dente che necessita di devitalizzazione non viene curato?
Una polpa irreversibilmente infiammata o infetta non dovrebbe essere trascurata. L’infezione può progredire fino ai tessuti intorno alla radice, provocando dolore, gonfiore o ascesso e riducendo le possibilità di conservare il dente.
Quando bisogna contattare il dentista dopo una devitalizzazione?
Un leggero indolenzimento può essere normale nelle prime fasi. È invece consigliabile contattare lo studio se compaiono dolore intenso o crescente, gonfiore, febbre oppure sintomi che non migliorano.

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Devitalizzazione del dente a Padova
La diagnosi dell’odontoiatra è molto importante, perché lo scopo principale della devitalizzazione dente è eliminare l’infezione e conservare il dente naturale.
Presso lo Studio Dentistico Pasqualotto di Padova ogni caso viene valutato attraverso visita ed esami diagnostici mirati. Il Dott. Massimo Pasqualotto ha conseguito un Perfezionamento in Endodonzia presso l’Università degli Studi di Padova, oltre alla specializzazione in Chirurgia Orale.
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